La Casa de Pepa, abbigliamento per bambini
Voglio le bretelle!
Via Augusto Anfossi, 19
Via Andrea Solari, 23
Via Mac Mahon, 13
Via Faruffini, 4
Milano
http://www.lacasadepepa.com
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Loro, tutti i bambini contemporanei, griffati e costretti a portarsi addosso le regole della next season, con quegli acronimi tatuati a lettere cubitali.
Gli striscioni?
No fashion victim gattonanti.
Bambini colorati non seriamente quadrettati!
Benché di ragioni per manifestare ce ne siano molte altre e più importanti, chi di noi non l’ha pensato, che i bambini devono tornare a vestirsi da bambini.
Anche Maria Cristina Palomero Hernà ndez parteciperebbe, e forse anche la mamma di Cristina, Pepa che presta il nome all’idea dell’accogliente spagnola, aprire la Casa de Pepa, casa dell’immaginario infantile. Accadeva qualche anno che, per restituire un’identità sgargiante e giocosa ai più piccoli, Cristina apriva un universo lillipuziano e antropomorfico che sembra aver esposta la scritta: benvenuti al colorato mondo dell’infanzia.
In poco tempo le idee che stanno dietro la Casa di Pepa vengono apprezzate dai milanesi e i negozi diventano tre. Qualità dei materiali, spesa proporzionata, colori e originalità sono il segreto del successo di Cristina che ha fatto del marchio un franchising. Nel 2009 Cristina apre anche un Baby Outlet de La Casa de Pepa, in via Mac Mahon 13, qui alla vivacità dei prodotti si combina la convenienza.
In vendita colore e Spagna, con qualche eccezione. Abbigliamento e calzature di Agatha Ruiz de la Prada, scarpette Monica Menorca (anche per adulti), Victoria e le Camper da bimbi; fra gli abiti la collezione proprietaria, La casa de Pepa by Kiss & Cakes e Catimini. E poi bambole, marionette, banchi da miniscuola, valigie e papere volanti.
Ogni volta che ci passiamo Cristina ha un progetto, un’idea nuova, che sia ingrandire un negozio o lanciare una linea e, a parlarci, ti fa capire quanto contino convinzione ed entusiasmo.
Noi abbiamo acquistato una ‘camicetta’ da bambina che ci metteremmo a dieta per potercela infilare e tornare anche solo per un pomeriggio a bere quel tè immaginario, dentro a una porcellana ‘fina’, dal sapore mai superato.
Gracias Cristina!
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MUCHISIMAS GRACIAS!!!
è STUPENDO! in questo modo mi date ancora più entusiasmo per continuare avanti .
Ci vediamo presto! Besos