Il nuovo mercato agricolo la Piazza del contadino


Fave e pecorino nella piazza del contadino

di Kinzi@
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Frasso Sabino. Osteria Nuova, Piazza del contadino.

Piazza del contadino
Osteria Nuova - Frasso Sabino
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Per ora la Piazza del contadino si anima una volta al mese, la prima domenica per la precisione, in contemporanea con la fiera degli animali, evento che è capace di trascinare a Osteria Nuova ventimila persone in un giorno. Ma il progetto è di renderla autonoma e di concertarla ogni 15 giorni e poi una volta alla settimana. E noi ce lo auguriamo perché in tempi di filiere lunghe, merendine confezionate e pomodori che sanno di plastica si riscopre il senso della natura a fare la spesa direttamente dal produttore.

Frasso Sabino. Osteria Nuova, Piazza del contadino. Frasso Sabino. Osteria Nuova, Piazza del contadino. Frasso Sabino. Osteria Nuova, Piazza del contadino. Frasso Sabino. Osteria Nuova, Piazza del contadino. Frasso Sabino. Osteria Nuova, Piazza del contadino. Frasso Sabino. Osteria Nuova, Piazza del contadino. Frasso Sabino. Osteria Nuova, Piazza del contadino. Frasso Sabino. Osteria Nuova, Piazza del contadino. Frasso Sabino. Osteria Nuova, Piazza del contadino. Frasso Sabino. Osteria Nuova, Piazza del contadino.

Perlomeno si ripassa quali sono i prodotti di stagione. Qui sono portati direttamente da chi li coltiva, tutte piccole aziende attentamente selezionate, molte biologiche e non solo sabine, area prodiga soprattutto di olio.

E tutto, qui, pare un inno al gusto. Tra i momenti clou della mattinata tra i tendoni bianchi immersi nel verde metteremmo di certo il sapore dell’olio sul pane non lievitato, il tepore della focaccia preparata e cotta in forno a legno sul momento, la visione di meravigliosi carciofi e zucchine con fiore di zucca da prendere e friggere subito in pastella e la scoperta, tra i vasetti di miele, di un favo di api brulicanti e indaffarate. Non ci ha lasciato per niente indifferente il piatto del mese, fatto dei legumi secchi conservati in inverno e dei legumi freschi di stagione come fave e piselli. Si chiama Le Virt√Ļ, √® stato portato in queste terre dai pastori erranti dell’Abruzzo e ha un valore propiziatorio.

La piazza, come suggerisce il nome, √® anche un’occasione di incontro. Il giorno dell’inaugurazione di questo mercato c’erano incontri, laboratori per insegnare ai bambini a fare il pane, momenti musicali e degustazioni.

Noi non ce ne siamo andati senza aver degustato tutto l’assaggiabile, dal formaggio di capra, ai salumi. Un pranzo, in pratica. Abbiamo portato con noi anche una generosa fetta di carne chianina, pane fatto con pasta acida che, ci hanno assicurato, durer√† sette, otto giorni se conservato nel suo sacchetto di carta (http://www.agrimichele.com) e “‘na biretta nera” (http://www.birradamare.it).

Se fossimo su Facebook, sarebbe un “Ci piace”.

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