Abbaye de Fontfroide, Narbonne
L’abbazia del caldo e dei profumi

Abbaye de Fontfroide
RD 613
Narbonne
Tel. 04 68 45 11 08
Fax. 04 68 45 18 31
http://www.fontfroide.com
Aperta tutto l’anno salvo il 25 dicembre
Andando in Francia, verso il confine con la Spagna – il “Midi”, terra di romanzi, rosmarino, vino e mare -, poco dopo Narbonne, un’insegna in autostrada – sulle carte, anche quelle francesi, è poco segnata – ti indica l’Abbaye de Fontfroide…
Il caldo arroventa l’asfalto e la passione si erge, come un’onda improvvisa… fontefredda, ti sogni l’acqua e la pietra, già non ne puoi più della Coca Cola e vuoi scorrerti sul collo le gocce della vera preghiera: quella della frescura, dell’afrore dei pini, dell’assordante sinfonia delle cicale.
Esci quindi a Narbonne e ti dirigi verso la statale per Carcassonne (entrambi posti da vedere, comunque, dopo l’abbazia) e ti inerpichi verso una breve, scarnita collina. Arrivi dentro ad una conca di lavanda e rosmarino: l’abbazia, medievale ma di quel decoro dei Catari, di quei tempi in cui dignità e disciplina profumavano ancora di naturale umiltà di fronte alla terra, alla vita, al colore rosso della salvia fiorita.
L’Abbazia è un bacio rubato: col suo claustrum ornato da colonnine e capitelli, ma anche da oleandri grassi e furbi che contendono a Dio e alla ritualità quella terra di pietra e silenzio, con l’arbitraggio delle cicale.
La Chiesa, con le sue vetrate a colori che nessuna modernità ha imparato a rifare, è un luogo di piccola semplicità . I giardini, le fontane, il caldo e le cicale… lasci vagare i sogni, il primo balbettio di un’infanzia che nel profumo dei pini e della salvia trova erotico spalmarsi la pelle di polvere e aromi.
Sali un piano di scale di pietra e da un chiostro vedi il campanile, un piccolo battistero silenzioso, il sole e il verde della macchia mediterranea.
Non c’è il greve della religione accademica; solo il lento lappare dei giorni tra pensieri e umane speranze… quella di bucare una solitudine che, estranea, ti allontana dagli altri e da te.
Quando esci, arrivi alla cantina dei frati, incassata nella roccia.
Assaggia il moscato, un colore che accompagnerà i tuoi pensieri sul giallo, mettendosi un brivido di rosa…










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