La Locanda dell'Interprete a Roma


Locanda di Battaglia

di Kinzi@
 
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Adalberto Battaglia nella cucina della locanda dell’Interprete.

La Locanda dell'Interprete
Via del Pigneto, 207
Roma
Tel. +39 334 3923468
Aperto dalle 12.30 alle 15 e dalle 19 a mezzanotte
Domenica chiuso
A pranzo menù fisso

Adalberto Battaglia ci viene incontro. Ha uno sguardo familiare e un sorriso cortese e contagioso. Sta ingurgitando un grosso boccone, come Obelix prima di un combattimento. “Uno spuntino prima di preparare il pranzo” spiega. Ci accoglie e poi si chiude nella sua bella cucina a vista. Riemergerà di tanto in tanto, per un consiglio, per mostrarci il variegato e curioso menù della sera, per portare un piatto e per assicurarsi che il pranzo sia stato di nostro gradimento.

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La locanda dell’Interprete è un posto curioso: da fuori è perfettamente in armonia con l’architettura del Pigneto, dentro sembra di essere nella pancia arancione di una nave dai grandi oblò. Se non fosse per il murales verde all’ingresso e per la moderna cucina a vista. Questi tocchi di colore e di luce spiazzano un po’ e ci fanno pensare che se fossimo in una nave, saremmo di certo nel bel mezzo del mar dei Carabi.

Piove. Peccato. Perché la terrazza esterna di questo locale è invitante. Chi c’è stato conferma che è una locanda, questa, che rende al massimo a cena e nella bella stagione (quando tra l’altro il menù è liberato). Ma garantiamo per averlo provato che ha molto da offrire anche per pranzo. In estrema sintesi: chef creativo, piatti ben riusciti, prezzi popolari.

Noi ci siamo stati di domenica e abbiamo incontrato il menù fisso: primo, secondo con piccolo contorno, un bicchiere di vino e mezzo litro d’acqua. Tutto per 12 euro (16 se si aggiunge dolce e caffé). La scelta era tra mare e terra. Abbiamo scelto mare e ci hanno portato una pasta con la cernia e i pomodorini, salmone (o tonno e spada, tutto rigorosamente solo scottato) con insalata e un tiramisù espresso. Tutto freschissimo, dal pesce alla crema del dolce. Abbiamo apprezzato anche un azzeccatissimo menù bambini per 7 euro, un unico piatto composto da spaghetti al sugo rosso, salsiccia di prosciutto (leggermente speziata) e patatine fritte. Per i piccoli ci hanno poi portato una degustazione di gelato artigianale. E, sorpresa delle sorprese, la banana sapeva davvero di banana ed era di un colore verosimile, non giallo. Ottimo il vino e a buon prezzo (in questo siamo sviati dal menù fisso, si può).

Qui sta tutto all’estro e alla fantasia dello chef, sanremese di nascita ma di esperienza internazionale (e qui tornano i Carabi). Cucina “artigianale” secondo la definizione dello stesso Adalberto, che, periodicamente, organizza dei corsi di cucina che partono proprio dall’origine: la spesa al mercato di piazza Vittorio.

La locanda compie 3 anni il prossimo capodanno. Noi non vediamo l’ora di conoscerla in versione serale. Intanto vi raccomandiamo l’indirizzo per il pranzo.


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