L'Abbazia Erbamara in Lomellina


Neorealismo e sanguinaccio di domenica a pranzo

di Tempesta
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Cergnago, l'Abbazia Erbamara .

Abbazia Erbamara
Cergnago, Pavia
Tel. +39 338 1191105 - +39 335 5341067
http://www.abbaziaerbamara.it

Sarà che l’autunno è in bianco e nero qui ma anche se la campagna non è la stessa, il paesaggio che conduce all’Abbazia d’Erbamara rimanda al neorealismo di Riso Amaro. Siamo a qualche chilometro dai campi vercellesi del film di De Santis ma l’associazione è inevitabile, e anche se in novembre è tutto asciutto par di vederle ancora schierate, formose e forti, le mondine.

Cergnago, l'Abbazia Erbamara. Cergnago, l'Abbazia Erbamara. Cergnago, l'Abbazia Erbamara. Cergnago, l'Abbazia Erbamara. Cergnago, l'Abbazia Erbamara. Cergnago, l'Abbazia Erbamara. Cergnago, l'Abbazia Erbamara. Cergnago, l'Abbazia Erbamara.

Percorrete la strada che collega Mortara a Cerniago ma poco prima di entrare nel piccolo paese lomellino seguite l’indicazione sulla destra per Velezzo. Troverete un grande ristorante, voi imboccate la strada opposta (c’è l’indicazione per l’Abbazia), siete arrivati.

Abbiamo scelto l’Abbazia per una domenica a pranzo, per avere il tempo di trascorrere qualche ora di luce, rinunciando forse al calore di una serata col grande camino acceso, nei locali un tempo depositi di riso e granaglie. Domenica di famiglie e menu ricco, domenica di quelle che una volta a casa dormi un paio d’ore e poi concludi con una passeggiata e un cartoccio di caldarroste, se solo facesse un po’ più freddo.
Sulla lavagna il menu, locale, della tradizione contadina, genuina. Un menu che diventa gioco già con gli antipasti, salame, coppa, torte salate, cotechino e sanguinaccio, quando i più piccoli spostano le parole, trasformandole in giocosi calembour.

Tutto passa dal menu al tavolo, non si sceglie, al più si spia sul desco di chi è arrivato prima. Ma è il risotto il re della tavola, con i fagiolini dell’occhio (che adoriamo dalla prima infanzia) e la pasta di salame. I secondi li leggiamo ma non riusciamo ad attaccarli, nemmeno le patate arrosto che sanno di casa e di nonna.
Abbiamo perso un Magister, rosso di Quaquarini, in Oltrepo Pavese, e una torta al cioccolato ‘moderna’ che avremmo sostituito con una di quelle locali, di pane vecchio, uvette e cacao, ma è una questione di gusti.

Ci si torna in primavera, in questo pezzo di campagna così piatta che non c’è verso di nascondersi? Quando si cena fuori e gli antipasti accompagnano una merenda-aperitivo accanto alla piccola Abbazia di S.Pietro all’Erbamara, una delle chiese più antiche della Lomellina, di cui si hanno notizie dal 1150.
E finalmente chi vuol mangiare le rane sappiamo dove portarlo, dai gemelli Sempio, accoglienti, anche con la nostra commensale mignon, assecondata nei suoi desideri di cotto, di crudo e di riso che questa volta rosa è più buono che bianco! E a proposito di bianco, che ci si possa sposare nella chiesetta?

35 euro tutto compreso, il nostro appetito moderato ci è valso uno sconto, di quelli che ti conquistano.
Gennaio e Febbraio è col bollito misto la domenica e su richiesta menu d’oca e stufato d’asino.

Suggeriremmo solo un po’ di musica lungo la strada che ti porta via, tipo:

“Fretta e furia le clandestine
Incominciano ad andar

Così fanno le traditore
Clandestine no no no no”

Neorealismo e sanguinaccio di domenica a pranzo, 5.0 out of 5 based on 18 ratings
5 novembre 2008




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