Il chioschetto del cremolato a Roma
“Non si pensi, infine, che tratti della graniglia di ghiaccio condita da aromi”*

Cafè du Parc
Piazza di Porta San Paolo
Roma
(Piramide)
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Una granita non è una grattachecca che non è un cremolato. Bisogna avere ben in mente cosa può creare la combinazione di acqua frutta e zucchero prima di sedersi a un tavolino del Cafè du Parc di Roma.
Non lasciatevi suggestionare dal nome del locale: rimbalzate subito con la mente dal bistrot parigino al chioschetto romano (con prezzi da bistrot parigino, però).
Si trova vicino alla Piramide, vicino a San Saba e all’Aventino, all’aperto, nel Parco della Resistenza e ha una ‘sala’ coperta da un telone che si allunga nel parco, arredata con semplici tavolini e sedie.
Il frequentatore tipo del parco nell’agosto romano non è membro dell’Accademia della Crusca, ma se la priorità è placare l’arsura contrastandola con frutta gelata, qui troverete soddisfazione per il vostro palato.
Specialità : cremolato. Ai fichi, alla pesca, alla mandorla e con diverse varianti come il cremolato di fragola affogato al maraschino, quello di more o di fichi affogato al whisky, quello di pere al porto. Ma ci sono anche gelati artigianali e granite. In coppette di vetro preannunciate da acqua fresca.
Frutta vera alla base, non c’è dubbio, qui di sciroppi non c’è traccia. I fichi ad esempio, abbiamo sperimentato, sono dolcissimi.
Per un cremolato fichi, pesca e panna montata e per una granita al limone, seduti in ‘sala’, abbiamo speso 12 euro.
*da Giuseppe Coria “Profumi di Sicilia – Il libro della cucina siciliana” Vito Cavallotto Editore
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Il prezzo è un doveroso riconoscimento alla qualità e all’esperienza di questo locale, il primo a Roma a fare il cremolato: chi lo critica faccia i dovuti confronti. Io lo consumo da circa 35 anni, fin dai tempi dei vecchi proprietari. Nessuno di quanti lo hanno copiato regge il confronto.