Au nom de la rose, fioraio francese a Milano


Black baccarat o Yves Piaget? Con parole tue

di Tempesta
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 Media: 5.0/5   Voti: 5

Au nom de la rose, fioraio francese a Milano

Basta il pensiero. Ma che sia una rosa e rossa, passionale, struggente. Se più di una, mischiala a qualche rosa bianca che ci stia un po’ di amor cortese e di silenzio. E poi le spine o la confidenza spegnerà l’emozione travolgente. Scegli una rosa mousseuse, che mi somigli. Basta il pensiero, purché tu sappia la differenza tra una rosa dell'Ecuador e una moderna. Questione di stelo e bocciolo, dettagli. Ma troverai solo queste, di questi tempi. Leggi tutto



Cena ad Avignone tra spiriti liberi


Per favore, ciascuno tolga il suo piatto

di Zenzero
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 Media: 5.0/5   Voti: 7

Cena ad Avignone tra spiriti liberi

Biodiversità, decrescita, orto urbano, musica, vicinato. Cosa fare con questi ingredienti? Una associazione di volontari che due giorni a settimana dedicano pomeriggio e sera a cucinare i prodotti dell'orto. Chi ha voglia di cucinare in compagnia può iscriversi per il suo turno, basta scegliere il giorno. Un'esperienza per spiriti liberi. Chi cucina e chi mangia. Leggi tutto



L'Hotel Kordistos all'isola di Kos


Dodecaneso, isola di Kos

   
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 Media: 5.0/5   Voti: 12

L'Hotel Kordistos all'isola di Kos

L'isola di Kos va annusata.
Ad occhi chiusi, di notte. Quando il vento vi porta odore di sale e olive.
Siamo su un pezzo di roccia vulcanica lungo 50 chilometri e sospeso nel mar Egeo, nella Grecia più orientale.
Non credete a quelli che vi dicono che qui di paesaggio greco v'è ben poco: la Grecia è anche questa. Leggi tutto



Cena giapponese a Roma


Il covo per nippo-fanatici

di Kinzi@
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 Media: 5.0/5   Voti: 1

Cena giapponese a Roma

Sulle orme di Zenzero abbiamo varcato il portoncino scuro e ci siamo seduti a uno dei pochi tavoli del piccolo e accogliente Sushi Ko, circolo culturale e ristorante giapponese ai confini della movida di San Lorenzo.
Il locale è totalmente mimetizzato nella via: quando la saracinesca si abbassa non c'è nulla che vi aiuti ad individuarlo.
Per non lasciare nulla di intentato abbiamo ordinato un menù degustazione. Leggi tutto



Visita al museo di Zaha Hadid


La luce del MAXXI

di Kinzi@
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 Media: 5.0/5   Voti: 3

Visita al museo di Zaha Hadid

Il MAXXI a luglio abbaglia. Non solo per il bianco dei ciottoli nei sentieri del cortile o della struttura in cemento di Zaha Hadid.
Il MAXXI abbaglia anche perché è il fulgido esempio di una città che cresce, si rinnova, sta al passo. È il contrappunto dei vagoni della metropolitana B senza aria condizionata, incapaci di ospitare in condizioni umane i viaggiatori quando la colonnina di mercurio sale. Leggi tutto



Rurality 2.0 a Bisaccia


Rurality 2.0: arte, nuove tecnologie, radici e culture del territorio

   
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 Media: 5.0/5   Voti: 7

Rurality 2.0 a Bisaccia

Vi parlo di un festival di nuove arti. Bisaccia è in Alta Irpinia, provincia di Avellino. In Campania campagna. Un luogo, nascosto da Napoli, dal mare, dalla cultura del viaggio, di massa e non.
Un nessun dove, per i molti. Io non sono mai stato a Bisaccia, e non ci andrò il 23, il 24 e il 25 luglio. E faccio male.
Altra Irpinia: la Valle Caudina, meno campagna, orbita esterna dell'agglomerato napoletano. Leggi tutto



Antica Drogheria Torielli a Genova


La bottega nel labirinto

di Tempesta
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 Media: 5.0/5   Voti: 6

Antica Drogheria Torielli a Genova

Abbiamo girato, probabilmente in tondo, per un po’ cercando l’Antica Drogheria Torielli, prima di allora solo letta su una confezione di profumato tè verde acquistato a Milano. Niente da fare, siamo nel labirinto quando scoppia un violento acquazzone e troviamo riparo, come per incanto, in drogheria.
Fate così, prendete la via maestra. Dando le spalle a San Lorenzo girate a sinistra, la incontrerete sulla vostra destra ad angolo questa insegna del tempo perduto. Leggi tutto



Trinacria d'estate


Sicilia bedda

di Kinzi@
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 Media: 5.0/5   Voti: 6

Trinacria d'estate

Aeroporto di Catania, dopo il gate entriamo da Nonna Vincenza (anche in città, in piazza San Placido, 7). Scorgiamo dietro il vetro montagne di cannoli siciliani. “Ma sono di oggi?” chiediamo, forse un po’ ingenuamente. “Di oggi? – ride la ragazza dietro il bancone – quattro volte al giorno li facciamo. Non facciamo in tempo a prepararli”.
Ne abbiamo presi dieci e ce li siamo portati a Roma. Fate sosta se passate, ne vale la pena. E chiedete se ve li incartano con il ghiaccio secco. Leggi tutto