Ristorante Granseola
Via Tortona, 20
Milano
Tel. 02 58109381?
di Oro
Siamo arrivati sotto l'acqua e appena entrati, ci è parso un luogo sicuro. Luci basse, lume di candela. Trattoria romantica?
Al tavolo già ci aspetta un pinzimonio completo, gradito davvero. Ci spiegano che ci porteranno degli antipasti e poi sceglieremo il resto. Subito ci interrogano sul vino, noi, che ancora non abbiamo idea di cosa mangeremo, improvvisiamo un Morellino di Scansano. Leggi tutto
Moreschi, vero maestro nella Vigevano di Mastronardi

Moreschi
Via Cararola, 69
Vigevano
Tel. +39 0381 6988291
info@moreschi.it
http://www.moreschi.it/
Orari di apertura outlet:
7 giorni su 7 dalle 10.00 alle 13.30 dalle 14.30 alle 19.30
300.000 paia di scarpe da uomo: è la produzione annuale di Moreschi, tutta qui, a Vigevano. Nella Vigevano di Mastronardi, negli anni di Mastronardi, Moreschi inizia la sua attività , ma con esito ben differente dal povero Mombelli.
Il brand è da sempre sinonimo di classico, di lusso, di qualità artigiana, di tradizione. E la scarpa, dato a nostro avviso non trascurabile, è completamente realizzata a Vigevano, in tutte le fasi della filiera di produzione, una media di 300 passaggi per arrivare alla calzatura finita.
A Vigevano, presso la sede aziendale, un outlet ampio e sempre ben fornito, propone soprattutto calzature da uomo ma anche accessori, abbigliamento e calzature da donna. Tuttavia raccomandiamo la griffe principalmente per le scarpe da uomo.
Che siano modelli in produzione o della scorsa collezione, ci pare del tutto irrilevante, quando si dice un classico!
Augusta Praetoria, Biancaneve e la tappezzeria a fiori

Hotel Milleluci
Loc. Porossan-Roppoz, 15
Aosta
Tel. +39 0165 235278
Fax. +39 0165 235284
info@hotelmilleluci.com
http://www.hotelmilleluci.com
Al Mille luci è tutto a fiori. I divani, le tovagliette per la colazione, i vassoi, le ciotole, le tende. Un motivo rosso e nero costante, alla fine rassicurante. Forse richiama il giardino, pieno di fiori, sempre rossi, rose, gerani. Ma non abbiamo chiesto perché, peccato!
Ma in camera no. Copriletti e tende verdi e bianchi per questo rustico, tipico vero, come la casa di Biancaneve nell’immaginario collettivo. Al piano terra un ampio spazio per tutti, con gli sci in legno, gli attrezzi più sconosciuti (diciamo a noi sconosciuti), fiori secchi, carri e madie e cassapanche in legno di montagna, zoccoli e tinozze.
Accoglienti le camere e ristorante il piano ‘benessere’, con sauna e idromassaggio dopo passeggiata, o, come per noi, senza passeggiata.
Va citato il verde intorno, il giardino e la piscina, sfortunatamente non ancora in funzione quando l’abbiamo visitato noi, stagione prematura per il ristoro al cloro. Ma la colazione ci ha conquistato. Yogurt, tisane, frutta, cereali, torte, marmellate, pane fresco, biscotti, cornetti che già dalla sera prima si annunciavano con profumi promettenti. Nella bella stagione, servita in terrazza, ancora più apprezzabile probabilmente.
Le signore alla reception ci hanno accolte gentili e generose di consigli e ci hanno esortate al risveglio mattutino perché la montagna si sa, è di buon ora.
La posizione è comoda e facilmente raggiungibile, i prezzi adeguati.
Ci resta il dilemma dei fiori, da svelare, da tornare!
Minerva chic, Minerva chip. Abiti e accessori da dea.

Double a. magazine
V.le Libertà , n.8/a
Pavia
Tel. +39 0382 304180
Orari:
martedì/venerdì 9,30-15.00 / 16.00-19.30
sabato 9,30-13.00 / 15.30-19.30
La Vie En Rose
Corso Cavour Camillo Benso, 39
27100 Pavia
Tel. +39 0382 28396
Il double a. magazine si trova proprio accanto alla statua della dea, l’outlet di abbigliamento propone, con un anno di ritardo, capi di grandi firme della moda. Da Jimmy Choo a Prada, da P.A.R.O.S.H. a Chloè.
Capi di qualità , che durano ben più di un anno ma che vedono il loro valore crollare ad ogni inizio di stagione successivo. Qui le ragazze sono gentili e complici, più informali rispetto a uno showroom sincrono. Ma a noi la moda asincrona piace, e quella di double a. arriva da dietro l’angolo, la vetrina principale è ‘La Vie En Rose’, quella secondaria, e veramente conveniente, è qui.
Alla cassa la possibilità di una tessera che garantisce un ulteriore sconto del 10%, su capi già interessati da un buon 40% di riduzione. Come di consueto occorre frequentare con una certa costanza questi negozi per trovare l’abito o l’accessorio giusto. Particolarmente raccomandati i mesi di aprile e settembre.
Ma non confondete negozi e indirizzi.
A noi piace, sconsigliato ai maniaci del last minute cool.
Specchio, specchio delle mie brame…

Lago Specchio di Venere
Pantelleria
http://www.pantelleria.it/italiano/geologia_specchio_venere.htm
La leggenda vuole che Venere usasse ritemprarsi qui. Venere, capito? E noi, vogliamo non provarci?
Seguendo ‘la perimetrale’, la strada che corre in soccorso all’orientamento dei nuovi arrivati, si trovano le indicazioni per lo Specchio di Venere e, appena svoltati a destra, scendendo, il dubbio di una illusione ottica. Il lago è lì, coi suoi 450m di diametro, azzurro e verde, cristallino, con qualche ombra scura qua e là . E intorno solo verde, sfacciato in maggio, un verde basso e compatto, come al solito qui, e qualche dammuso.
Un lago, una grande sorgente termale, con una profondità massima di 12 metri, una profondità a cui non si arriva mai. Ci si ferma prima, appena trovato il fango giusto, quello morbido, liscio da spalmarsi addosso per poi uscire, essiccare. Le proprietà del fango sono terapeutiche? Estetiche? Che importa, la promessa è mantenuta. Si cammina nell’acqua, si sprofonda dopo pochi passi, a sorpresa. Niente paura, sabbie mobili termali, sabbie mobili salutari. Trovato il fango giusto ci si imbratta, fino a ridursi a rigidi fantasmi verdasti e poi ci si lava via la patina cementata e la pelle è morbida, rinnovata?
U Vagnu è solo uno dei regali dell’isola, generosa e disinteressata. Niente ingressi qui. Una conca lacustre per tutti, con una temperatura fra i 18 e i 56°C e un intenso odore di zolfo.
Sul lago affaccia una costruzione che abbiamo sperato essere un albero o un ristorante, invece è una residenza privata. Che ci alloggi Venere di tanto in tanto?
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Fishtavern to Latsi, Nicosia
Se una notte di prima vera una viaggiatrice

Fishtavern to Latsi
Di Makis Karageorgis
Nicosia
1 Ayios Pavlos Str. Nicosia
Tel. +357 22 78 09 37 / 22 77 24 59
Se una notte di primavera una viaggiatrice fuori dall’abitato di Nicosia, sporgendosi dalla costa scoscesa senza temere il vento e la vertigine, guarda in basso dove l’ombra si addensa in una rete di linee che s’allacciano, in una rete di linee che s’intersecano, sul tappeto di foglie illuminato dalla luna, intorno a una fossa vuota… Quale storia laggiù attende la fine?
Lo so pare profano e senza dubbio presuntuoso parafrasare Calvino per un ristorante di pesce nel mezzo della periferia sud di Cipro. Ma mentre tentavo di orientarmi nel groviglio di viuzze, di aromi di gelsomino e fiori d’arancio, lo stomaco che reclamava inesorabilmente cibo e vino bianco dopo una lunga giornata di viaggio, ecco mi sono sentita un poco come il viaggiatore calviniano, solo che il miraggio che mi attendeva non era una storia, ma una taverna all’angolo della strada. Decisamente ben più prosaica del nostro amato Italo.
È un ristorante con il tetto basso e i muri di legno scuro, il nome in greco non sono proprio capace di leggerlo, ma clementi hanno messo anche un’insegna in inglese, si chiama “Fishtavern to Latsi” dove Latsi credo che sia il nome del quartiere. Ha una bella terrazza che dà su una strada tranquilla, ma fa troppo freddo ancora per stare fuori. E allora entro, una sala piuttosto grande e illuminata, tavoli e sedia semplici e una chiara consapevolezza: meno male che mi piace il pesce, perché altro non c’è sul menu che mi porta il proprietario burbero (almeno all’apparenza). Lascio fare a loro, presa dalla sindrome di Stendhal in variante gastronomica, troppe proposte e troppi profumi, non riesco a decidermi. E nel giro di cinque minuti danzano davanti a me una serie di salse al pesce dal nome impronunciabile, gamberoni fritti e grigliati, quello che credo sia un branzino alle erbe, spiedini di pesce dalle varie misure… naturalmente accompagnato da un vino bianco aromatico e saporito che non è il solito retsina ma che mi lascia intendere che in quel di Cipro il vino sanno come farlo a modo.
Me ne vado con la pancia piena, il palato in estasi e il portafogli ancora pieno, pensando che ci devo ritornare per pranzo.
(per la cronaca: nei miei tre giorni di permanenza a Nicosia ho cenato alla Taverna tutte le sere. Mai routine è stata più gratificante)





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