A spasso per i quartieri di Palermo
Palermo da sfogliare. Cap II

Seconda puntata
Il centro di Palermo è un vero dedalo di vie e cortili che ricordano molto le medine delle città mediorientali dove, a case fatiscenti ed atmosfere a volte di degrado, si alternano splendidi palazzi patrizi e chiese barocche ricchissime.
Camminando abbiamo spesso avuto la sensazione di essere in un gioco di scatole cinesi dove più si cerca più si trova. Ad esempio, percorrendo Via Maqueda (arteria principale della città) si incontrano la Piazza dei Quattro Canti che segna l’incrocio dei 4 quartieri storici della città (Vuccirìa, Kalsa, Albergheria e Capo) e la bellissima Piazza Pretoria con la sua fontana rinascimentale ed il Municipio che ha sulla facciata un’incredibile numero di targhe ed epitaffi di varia retorica. Al lato la chiesa barocca di San Giuseppe dei Teatini merita una visita mentre alle spalle del municipio, le bizantine e arabe architetture di San Cataldo e della Martorana ci hanno lasciato a bocca aperta. Tornando ai Quattro Canti abbiamo preso Corso Vittorio Emanuele e, dopo pochi metri, abbiamo incontrato la piazza Bologni (con una comica targa a Garibaldi) e il Palazzo Riso dove era in corso un’interessante mostra di arte contemporanea ed era ospitato per l’occasione il gigantesco quadro “Vucciria” di Guttuso. Per il pranzo ci siamo fermati nell’imperdibile ristorante Zia Pina: non sappiamo spiegare come arrivarci in mezzo a vie e viuzze ma se siete nel quartiere Vucciria basta chiedere perché lì apparentemente lo conoscono tutti. Nel pomeriggio abbiamo visitato il museo archeologico che si trova in piazza Olivella accanto alla chiesa di Sant’Ignazio. Qui abbiamo toccato con mano (metaforicamente!) le testimonianze della incredibile storia della Sicilia attraverso l’arte di Fenici, Greci, Romani, Normanni ed Arabi. Per riprenderci da tanta cultura la scelta è stata immediata ed unanime: cannoli e gelato!
Ancora nel quartiere della Vucciria la splendida piazza della Marina con le sue gigantesche magnolie (mai visti alberi così grandi!) nasconde almeno due sorprese: Palazzo Mirto, residenza dei principi Filangeri dove si può vedere davvero intatto l’interno fastoso di una residenza patrizia palermitana e, all’angolo, il Palazzo Chiaramonte. In quest’ultimo luogo, costruito dai normanni, c’erano le carceri dell’inquisizione siciliana ed ancora si possono vedere i commoventi graffiti dei detenuti che ci parlano di sofferenza e torture. Su questo poco conosciuto palazzo Sciascia scrisse un mirabile volume: “Urla Senza Suono” (ed. Sellerio). Palazzo Chiaramonte però nasconde un’altra sorpresa: all’ultimo piano un vastissimo soffitto ligneo del 1300 incredibilmente conservato sembra una cappella Sistina medievale, con le sue pitture che ci narrano di Eloisa, di San Giorgio e storie di cavalieri, un vero e proprio libro da sfogliare con tempo e curiosità, le stesse cose che servono per apprezzare questa incredibile città.
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