Parole d’ordine per giardini segreti

Giardino Segreto
Via di Panico, 6
Roma
Tel. +39 06 6833683
Molo design workshop
15 / 29 marzo 2008
Il terrestre Dio Pan, un giardino segreto e uno spazio contemporaneo. Convivono senza pestarsi i piedi, caprini o metaforici che siano, in un atrio muscoso dell’eterna città.
Questo luogo non delude le aspettative che è capace di creare, già così, a primo nome e a prima vista. Si trova in pieno centro storico, dietro Piazza dell’Orologio, in una via antica e viva dove recentemente sono fioriti sushi take away, negozi di cucine ultramoderne e gallerie. Fuori, nessuna insegna sgargiante ne segnala la presenza. A ben vedere, non c’è proprio nessuna insegna. E già questo è un invito ad entrare. Tanto più che sbirciando oltre l’ampia vetrata scorrevole si intravede un interno minimalista color verde-grigio, di una tonalità intermedia tra il muschio e l’acqua. Ed è inevitabile essere colti da irresistibili curiosità: cosa si vende? Cosa si espone? Cosa c’è dentro?
La risposta, abbiamo scoperto, non è così immediata. Perché costringe a mettere nello stesso insieme mentale fiori e design, sapienza artigianale e piante, arredamenti di terrazze e ricerca contemporanea. Il Giardino Segreto, a voler semplificare, è un negozio che propone raffinate composizioni floreali, confeziona progetti su misura per abbellire terrazze (e la Roma dei tetti è meravigliosa, meriterebbe mille post a parte) e giardini e, con una certa frequenza, si fa sede partecipante di mostre di artigiani-artisti.
Un negozio-galleria-studio che mette insieme le passioni di Paola, avvocato e collezionista di arte contemporanea amante di giardini, e Oscar, argentino che anni fa si è trasferito in Italia mettendo in valigia un innegabile buon gusto e senso del bello che riesce a tradurre in composizioni, installazioni e sculture che sempre richiamano il mondo della natura. Un filo verde li ha uniti, un giardino li ospita, un nugolo di artigiani-artisti allarga, declina e rinnova il loro slancio estetico.
Tornano spesso a trovarli Silvia Zagni, ceramista bolognese. Così graziosa e delicata che meraviglia la sua forza nel modellare tazze giganti e sbilenche che rimandano ad Alice nel Paese delle meraviglie, scarpe e vestiti di ceramica pesantissimi e frangibili. Ma anche Antonino Sciortino, siciliano del ferro, e Daniele Papuli che, sempre sui temi della natura, gioca con la carta, ma anche con la ceramica e il ferro. Tempo fa ci aveva colpito anche la mostra di mook, creatori di poeticissimi giochi all’antica nati dall’assemblaggio di materiali di recupero. A trasformare gli spazi della galleria da sabato 15 marzo (inaugurazione alle h. 18.30) per due settimane arrivano i prodotti di Molo, studio di design nato a Vancouver capace di creare spazi onirici e giochi di ombre e di luci attraverso pareti e sedute di carta, resistenti e modulabili. Softwall e softseating sono le parole d’ordine del prossimo weekend per chi voglia aprire la porta del Giardino Segreto.















Più che segreto, il Giardino ora è impenetrabile. Ha chiuso i cancelli in silenzio l’estate scorsa quando la città era distratta dall’afa e dal mare portandosi dietro fiori e design.