Il lido di Pavia, in piscina sul fiume


Pensiero tardivo

di Tempesta
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Pavia, Il Lido.

Il lido di Pavia
Strada del Canarazzo
Pavia
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“Il 26 giugno 1921 fu inaugurato il ‘Nuoto Pubblico Pavese’. Si trovava sulla sponda sinistra del Ticino a valle del ponte ferroviario e lo si raggiungeva in barca da Porta Calcinara. Erano prescritte le mutande da nuoto e proibiti i bagni in acque adiacenti [...] Altre spiagge il Ticino offriva alla calura dei Pavesi: Varazze, il Lido, il Canarazzo, Santa Sofia. Erano ampi finissimi arenili, che la magra del fiume scopriva, luccicanti al sole.
Oggi vi scorrono acque sospette e tu resti a guardare senza fiducia”.
Da Il vecchio volto di Pavia, di Dino Reolon, fotografie di Guglielmo Chiodini, 1978 Luigi Ponzio Editore Pavia.

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8 luglio 2009 il giornale locale scrive: “Dopo 27 anni Pavia riabbraccia la sua piccola Varazze…”.

Tutto vero, le mutande da nuoto, il fiume limpido e le acque definite sospette già nel 1978. Eppure tenaci nostalgici dagli anticorpi agguerriti ancora si immergono e sostengono di non poter rinunciare al piacere del fiume, che questa città non la completa, la fa.

Siamo a Varazze dunque e credete siamo anche un po’ in colonia, con la semplicità di una struttura che rende felici le mamme, chiacchieroni gli anziani e ripopola un fiume in chiave “contemporanea”. La struttura è semplice e austera, sedie in plastica, sdraio essenziali, calciobalilla e area picnic, ma non ce la saremmo immaginata diversamente. Il lido non è per chi cerca il confort delle piscine all inclusive, piuttosto per chi si vuol godere il ritmo costante del fiume, la brezza in riva alla piscina sopraelevata e farsi una passeggiata nei sentieri intorno. Un pomeriggio in campeggio insomma contro il confort di un resort.

Si vedono passare i canoisti, corrucciati per le onde dei motoscafi e qualche raro barcè portato in piedi come una volta. Abbiamo sentito che ci sarà un traghetto da San Lanfranco, sulla riva opposta, e allora al lido si sbarcherà, con l’idea di un viaggio.

Questo post è tardivo, non resta che qualche giorno per andarci, ma si potrà cenare tutto l’inverno, con lo stesso spirito, le rane e il pesce in carpione.

L’anno che viene ci troverà un pomeriggio al mare dei pavesi, di quei pavesi che forse il mare nemmeno lo avevano visto, con un costume di quelli che il segno è l’abbronzatura e un parasole beige.

Come raggiungerlo:
attraversate il Ponte Nuovo lasciandovi la città alle spalle, dopo il semaforo svoltate a sinistra e seguite le indicazione per il Lido.

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Pensiero tardivo, 4.7 out of 5 based on 21 ratings
9 settembre 2009

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4 Risposte a “Pensiero tardivo”

  1. AndreaR scrive:

    È sulla riva destra del fiume, non sulla sinistra.

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  2. 9o scrive:

    dipende da dove si guarda, e poi la “rive gauche” fa sempre più figo…

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  3. Tempesta scrive:

    Il ‘Nuoto Pubblico Pavese’ si trovava sulla sponda sinistra, almeno secondo la fonte che cito.
    Io non ho ricordi, tu?

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  4. Alchimista85 scrive:

    Sono stato un sabato al Lido ed è veramente splendido, meraviglioso clima con un ottima cucina e pizzeria!!! Provare per credere

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