Singita miracle beach, Fregene


Prego: sdraio, ombrellone o baldacchino?

di Kinzi@
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Fregene, Singita.
Singita Miracle Beach
Villaggio dei Pescatori
Fregene, Roma
Tel. +39 06 61964921
http://www.singita.it

Ci siamo tornati
Ci muoviamo dalla città dopo le 17 quando il pericolo code sul tratto Roma-mare è scongiurato. Puntiamo al Singita, memori di un poetico aperitivo vista tramonto. Lo stabilimento non è cambiato: i baldacchini punteggiano la spiaggia, i ragazzi e le ragazze che si muovono tra il bar e i clienti sono sempre sorridenti e vestiti di bianco, così simile, qualcuno, alla dolce ragazzina bionda immortalata nell’ultima inquadratura de La dolce vita. Ma qualcosa è cambiato. La colpa è, paradossalmente, del successo di questo stabilimento. Verso sera le bottiglie di acqua fredda sono finite, il gelato che abbiamo ordinato dopo una lunga coda alla cassa, esce dal frigorifero già squagliato. Più tardi, quando comunque il sole è ancora forte, ci tolgono da sopra la testa l’ombrellone che proteggeva il nostro tavolino (inutile protestare, ogni rito ha il suo rigido cerimoniale). Ci distraiamo un attimo e tutti i teli bianchi su cui sedersi per degustare un cocktail sono occupati. Ci guardiamo intorno: siamo in tanti. Il brusio copre le note che si diffondono da un pianoforte bianco vicino al bar. E quando cerchiamo di prendere qualcosa dal buffet sistemato sulla spiaggia siamo sospinti dalla folla. Bisogna sfondare per uscirne con un piatto di orzo o di insalata e noi non eravamo nello spirito di affrontare una partita di rugby. L’impressione è che l’offerta non si sia adeguata all’aumento dei commensali.
Nell’attimo esatto del tramonto un uomo vestito di bianco fa risuonare un grande gong. Questo sì, si sente. Il tramonto c’è ancora, il rito del saluto al sole anche, ma gli adepti, perlomeno di domenica sera, si pestano i piedi.

Al Singita miracle beach di Fregene sono tutti giovani, belli, rilassati, preferibilmente vestiti di bianco e ogni sera fanno un applauso al sole che tramonta bevendo cocktail da brocche giganti muniti di alte cannucce nere.

Fregene, Singita. Fregene, Singita. Fregene, Singita. Fregene, Singita. Fregene, Singita. Fregene, Singita. Fregene, Singita. Fregene, Singita. Fregene, Singita.

Siamo sicuri di essere a 25 chilometri da Roma? E che non ci sia una selezione da affrontare per stendere il telo in questo angolo del Villaggio dei Pescatori?

Appena ci affacciamo sulla spiaggia troviamo una distesa libera di baldacchini con tende bianche svolazzanti. Messi lì, sulla sabbia, come se fosse la cosa più normale del mondo. Ne chiediamo uno (trenta euro). All’inizio guardiamo con diffidenza il materasso bianco con tanto di cuscini, ci giriamo intorno, ci sdraiamo ai lati dove troviamo ombra, cerchiamo di capire dove appendere i nostri vestiti. Ma alla fine della giornata ci ha proprio convinto, di più, ci ha conquistato e ci stiamo bene sdraiati sopra, sorseggiando cocktail, prendendo il sole o leggendo un libro.

Alle 18, dopo bagni in mare e docce, comincia a diffondersi nell’aria una musica lounge. Alla consolle c’è una dj. Note soft, volume giusto. Qualcuno stende una tovaglia (neanche a dirlo, bianca) su un lungo tavolo e teli (bianchi) con tavolini etnici sulla sabbia.

E allora capiamo che, in armonia con il tempo della natura, il Singita si sta lentamente cambiando d’abito: toglie il costume e mette l’abito da cocktail.
L’aperitivo è accompagnato da un buffet offerto dallo stabilimento. In attesa del momento clou della giornata: mentre la palla infuocata di rosso lentamente sparisce dietro il mare nell’aria risuona “O sole mio” cantata dalla voce tremolante di Roberto Murolo. Tutti ammirano e, a spettacolo finito, applaudono.

Incredibile, ci siamo quasi commossi. E siamo ancora abbarbiccati al nostro baldacchino.
Si fa buio, abbiamo la sabbia nei capelli.

Complimenti a chi ha inventato questo modo di vivere il Villaggio dei Pescatori e uno spettacolo offerto sera dopo sera dalla natura. Giusto per curiosità si tratta di un gruppo di giovani soci che abbraccia Lombardia, Veneto, Toscana e Lazio.

Miracolo. Questo significa singita in swaili.





6 Risposte a “Prego: sdraio, ombrellone o baldacchino?”

  1. giovanni scrive:

    Il Singita è un luogo fantastico gestito da persone straordinarie che sanno far vivere vere emozioni. Complimenti

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  2. Giorgio scrive:

    Il Singita √® ancora stupendo, sono ancora (dopo anni!) tutti gentili e sorridenti e il tramonto √® sempre emozionante. Sicuramente √® pi√Ļ affollato ma le voci corrono!

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  3. Stefano scrive:

    Il Singita ha saputo far vivere la spiaggia in modo diverso, pi√Ļ emozionale e coinvolgente. Il successo √® dato dalla passione del gruppo che gestisce il locale. Oggi, per seguire la tanta frequentazione, si sono organizzati per far star bene tutti. Complimenti.

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  4. fernando scrive:

    el singita ha abierto anche a marina di ravenna, sempre magico!

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  5. luigi scrive:

    il posto √® bellissimo per√≤ ci sono troppi ubriaconi x arrivarci mezzora di fila sotto al sole non ci sono parcheggi e la strada √® stretta e piena di motorini ho parcheggiato l’auto fuori le strisce e qualcuno mi ha bucato le gomme…
    e chi ci ritorna pi√Ļ!!!!

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  6. Lorenzo scrive:

    Io lo trovo sempre un luogo bello e coinvolgente. Molto frequentato ma sempre emozionante

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