Balconi fioriti a Locorotondo
Ringhiere a petto d’oca e chiacchierino, due passi a Locorotondo
Locorotondo, uno dei borghi più belli d’Italia, e uno dei più fioriti.
A ‘Balconi fioriti’ siamo stati in occasione della prima edizione, ne sapevamo nulla e tutti quei balconi affacciati sulla Murgia, numerati e agghindati, ci hanno sorpreso, il paradiso dell’ortensia, possibile? Qualcuno esagerato, qualcuno raffinato, qualcuno dimesso e come spesso accade, qualcuno parte avvantaggiato da una bellezza naturale, barocca con ringhiere in ferro battuto a petto d’oca (come quelli di Palazzo Morelli), altri più modesti, di ferro e bambù. Tutti spiccano sul candido dintorno.
Tanti stili per interpretare l’iniziativa Balconi Fioriti, alla sua terza edizione, ce l’hanno raccontato le signore mentre noi già c’immaginavamo storie di faide famigliari, vincite ricorrenti e brogli elettorali da un balcone all’altro.
Locorotondo va visitato verso il tramonto, quando il riverbero fra i vicoli bianchi è accettabile e il fresco comincia a farsi sentire. Abbiamo apprezzato che non fosse affollato né di turisti né di artigianato ‘locale’. Troverete una bottega di fischietti in terracotta dalle forme insolite e simpatiche, ma dovrete chiamare la proprietaria del negozio a fianco, il negozio di tv, per farvi aprire. Troverete una bottega di pizzi e chiacchierino confezionati con cura dalle donne del luogo, il Tempo ritrovato, nel tentativo di conservare antiche tradizioni.
L’iniziativa parte il 24 giugno, durante il fine settimana il programma è interessante, se comunque visitate Locorotondo prima del 21 agosto potete votare il balcone che più vi colpisce, c’è la possibilità di vincere soggiorni e cene in zona. E che un concorso metta in palio una cena ci pare uno spunto prezioso.
Locus Rotondus, che poi c’è il vino bianco, ci sono i tetti aguzzi che qui chiamano cummerse, la ciallédde, ci sono i ristorantini fra i vicoli, i bastoni degli anziani che spuntano dagli usci, i bambini che girano in bici, chiese e antichi palazzi, la carne al fornello, la festa di San Rocco e i fuochi d’artificio.
Può bastare?
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