La riserva naturale di Torre Guaceto
Campagna di Puglia

Torre Guaceto
Area Marina Protetta
Riserva Naturale Statale
Carovigno, Brindisi
http://www.riservaditorreguaceto.it
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Spiagge, dune, oliveti secolari, terreni rossi, muri a secco e, ben inteso, il mare. Se siete in vacanza in zona ve lo diranno tutti di visitare la riserva marina e terrestre di Torre Guaceto, uno spettacolo di Mediterraneo.
Spettacolo da girare in bici, secondo noi, ma qualcuno l’abbiamo incontrato a piedi, macchina fotografica e bastone; tuttavia la pedalata affaticata, sul bagnato o fra gli arbusti, appaga e aumenta l’emozione e l’avventura.
Così, dopo aver lasciato l’auto nel grande parcheggio a inizio riserva, avete due possibilità: affittate una mountain bike (l’intero pomeriggio a 6 euro) o partite a piedi. Due le mete: la riserva, 1000 h di terra, 2000 di mare e 7 km di costa, o la sdraio, un monolocale di natura. Solo una promessa, non l’aspettate il trenino che vi trasporta per soli 500 metri ma nell’immaginario vi riporta a tableau vivant di pigro turismo. Lungo il tratto che collega il parcheggio al mare potete acquistare frutta e verdura da un contadino, e poi chi se lo scorda il sapore vivo dei pomodori colti e mangiati.
Se volete fermarvi al mare la spiaggia più vicina è attrezzata e sopportabile, tuttavia, poco lontano, vi trovereste isolati ma, si sa, niente panini e gelati.
Torniamo al bicycle trekking lungo la macchia mediterranea che racconta in modo chiaro la sua storia, di limitazioni territoriali, salsedine e siccità. Passerete dalla sensazione di avventura all’emozione di avvistare, magari per primi, un pezzo di mare. Incontrerete lentisco, corbezzolo, mirto, ginepro e rosmarino, zone di vegetazione alta, tortuose e altre, esposte e basse. Pettirossi, merli e capinere, se siete fortunati. Colubro leopardino, se lo siete meno, ma, vivaddio, la sua difesa è la fuga.
La fine non ve la raccontiamo, il paesaggio cambia, voi arrivate almeno alla torre-faro fatta costruire da Carlo d’Angiò, che svetta col particolare favore della natura intorno.
Dopo almeno tre ore, tornerete come noi, all’accampamento di ombrelloni, accaldati, scottati, affamati ma con quell’aria furiosa di chi ha vissuto.
Beh, tra una sfida e l’altra, pigliate la crema.
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