Ristorante Archi Vuoti a Faro S. Croce
Il mare dentro
Certo quando chef Maurizio Urso abbina consistenze e sapori non è solo un luogo comune.
Via Marina del Monte
Faro S. Croce - Augusta
Tel./Fax. +39 0931 997511
Mob. 380 1840084
info@archivuoti.com
prenotazioni@archivuoti.com
http://www.archivuoti.com
Lo avevamo già incontrato l’estate scorsa nella piazzetta di Castelmola, un uomo imponente dall’aria severa, che cambia registro quando racconta i sapori della sua terra, d’origine o d’adozione. La prima è la Sicilia, la seconda il Trentino, dove ha lavorato per alcuni anni e da dove prende in prestito alcune note per i suoi piatti.
Questa volta eravamo ad Augusta agli Archi Vuoti, un locale di recente apertura che andrebbe vissuto di giorno; sta sulla spiaggia accanto a degli archi naturali, scavati dal mare nelle rocce. Ambiente suggestivo e conviviale, uno scenario perfetto per lo spettacolo che si consuma al tavolo.
Il locale promette sorprese per i prossimi mesi, un lounge bar accanto a una piscina d’acqua di mare, un luogo che ti può intrattenere tutto il giorno.
Abbiamo cominciato con del sarago crudo su insalata di puntine e ravanello, dove si avvertiva una leggera salsa di acciughe, e nel crostino di pane abbiamo scoperto la tradizione di Lentini.
Perché il cibo sulla tavola del maestro Urso racconta sempre una storia, che viene dagli arabi o che cresce come erba selvatica, che sfata una credenza o ricorda un antico mito.
E poi le alici fritte, ripiene con ricotta e timo, su un letto di puttanesca fredda, con mandorle pizzute d’Avola e ristretto di nero d’Avola. Le abbiamo imparate tutti a memoria queste due righe ma quando le ripetiamo non succede nulla!
Sul polpo arrosto al rosmarino in crema di patate stavano poggiati dei carciofi fritti, morbido e croccante, senza vie di mezzo.
La cena è continuata con una amatriciana di mare, pomodoro fresco e tonno affumicato; ma il climax si è compiuto scartando il secondo, non mancava nulla e il Catarratto Lucido Brugnano accompagnava la festa di tutti i compleanni non celebrati. La zuppa di pesce incartafata sì che aveva il mare dentro, pesce spada, cernia, gallinella, scofano, gamberone, cozze e vongole. Che ce la saremmo ‘rincartafata’ in valigia per i giorni di malumore.
Un finale severo col tortino di cioccolato azteco, con ananas alla griglia e granella di pistacchio di Bronte.
A fine serata c’eravamo solo noi pronti a star di vedetta fino al giorno dopo, persi in chiacchiere col Professor Vincenzo Tubolino, responsabile provinciale AIS e con Marco Campisi, sommelier.
E Maurizio a dar suggerimenti e lesinar sorrisi come fanno gli uomini del sud.
Lo sappiamo in viaggio per Taormina, la prossima tappa del suo tour e noi lo vogliamo sentire live.











Stampa
|
Email
|
Commenta






















