Il gelato di San Crispino, Roma


Santi, artigiani, gelatai

di Kinzi@
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Roma, Il gelato di San Crispino.

Il gelato di San Crispino
Piazza della Maddalena, 3
(vicino al Pantheon)
Via Acaia, 56
Via della Panetteria, 42
Aeroporto Fiumicino, terminal A
Roma

Passando per via della Panetteria nei pomeriggi estivi è facile trovare una coda ordinata e paziente che si snoda da un piccolo locale. Abbiamo scoperto, col tempo, che il premio per chi affrontava l’attesa era una coppetta di gelato di San Crispino.

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A Roma, è bene chiarirlo subito, c’è il gelato e poi c’è il gelato di San Crispino. Tutta un’altra pasta, verrebbe da dire, apprezzabile nella stagione fredda come in quella calda.

Una coppetta degustazione, la più piccola, costa 2,30 euro e davvero la quantità di gelato non appaga, risveglia semplicemente la voglia di degustarne altro. Il prezzo più alto della media, soprattutto in una città dove le porzioni dei gelati sono generose, è comunque ben tollerato perché qui il prodotto, si sente subito al palato, è genuino e puro.

Per comprendere da dove nasca questo gelato bisogna partire da un santo: San Crispino, che dà il nome all’attività e l’immagine al logo. Lo zoom è sulla mano del santo, protettore dei calzolai, (particolare di una pala della chiesa di San Pietro di Sassoferrato) dalla quale si dipartono gli arnesi usati dall’artigiano ciabattino per il suo lavoro.

“La produzione è artigianale nel vero senso del termine” ci spiega Giuseppe Alongi, uno dei due fratelli, madre austriaca padre siciliano, che da Merano si spostarono a Roma per aprire il primo locale-laboratorio, in Via Acaia (zona San Giovanni). Era il 1993. Oggi i punti vendita a Roma sono quattro, di cui due in pieno centro storico.

“Le nostre origini ed il luogo di nascita hanno certamente influenzato il nostro gusto – continua Giuseppe Alongi -. E la delicatezza della pasticceria viennese, che apprezziamo dai tempi dell’infanzia, è stata punto di riferimento per la formulazione delle nostre ricette”.

Le materie prime sono di alta qualità, non c’è traccia di conservanti, emulsionanti, coloranti e preparati vari. E i gusti sono fedeli specchi delle stagioni. Quando ci siamo stati noi, a fine ottobre, abbiamo trovato, tra gli altri, sorbetto d’uva fragola, di mandarancia, ai fichi bianchi, allo zabaione al Marsala Vecchio Samperi di De Bartoli. C’era poi crema al whisky, al caramello, gelato di San Crispino (ricalca una ricetta del Buontalenti), zenzero e cannella, marsala, cacao e rhum, meringa al cioccolato, al caramello, alla nocciola.

Il gelato è cremoso, lieve, delicato al palato, pieno e intenso come sapore. Servito rigorosamente in coppette, senza cono, perché la cialda, addizionata con aromi vari e marcati, mal si concilia con la purezza. E qui sovrastare sapori così genuini sarebbe peccato.





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