Se solo il vestito di Colazione da Tiffany…

Elio Ferraro gallery/store
Via del Parione, 47r
Firenze
Tel. +39 055 290425
Via Margutta, 11/12
Roma
Tel. +39 06 3217948
Selfridges & Co.
400 Oxford Street
Londra
Tel. +44 (0)2073183933
info@elioferraro.com
http://www.elioferraro.com
Da Elio Ferraro non si entra perché si ha bisogno di qualcosa. Chi varca la soglia di uno dei suoi tre gallery/store ha già tutto. Ergo, vuole il pezzo unico.
Elio Ferraro, ovvero il vintage che diventa lusso e il lusso che diventa necessario.
Abbiamo incontrato Elio nel suo negozio di via Margutta, a Roma. Siamo stati fortunati a trovarlo, al numero 11, quasi in fondo a questa via raffinata e leggera come una brezza estiva, perché spesso è in giro per il mondo alla ricerca di piccoli capolavori del costume, vintage e non, e da poco ha inaugurato una vetrina negli ambiti spazi londinesi di Selfridges&Co.
Siciliano di origine, fiorentino di adozione, nasce come stilista e prosegue come collezionista. Ha lavorato con Ferragamo e Pucci e ora ha fatto della collezione altrui la molla della sua attività .
“Non è un negozio retrò – ci tiene a sottolineare nel presentare lo spazio di via Margutta – ci sono cose del passato ma la chiave di lettura è sempre contemporanea. Non c’è aria di naftalina come nei negozi dell’usato. Anche perché qui sono rappresentati anche stilisti emergenti. Ho portato il vintage a livello del lusso, l’ho rivitalizzato”. Nulla di più vero, basta guardarsi intorno e posare gli occhi su abiti, scarpe, borsette, valige, oggetti, mobili. Non c’è un pezzo uguale a un altro e dietro ad ognuno c’è di certo una storia da raccontare. La varietà si accompagna alla selezione, la memoria fa da ancella della bellezza.
Opere ricercate, il catalogo di Fornasetti (in esclusiva, intera produzione e pezzi d’epoca), le borse di Roberta di Camerino, prototipi di stilisti emergenti, marchi di personalità ma che hanno bisogno di una bella rispolverata come vecchi Cardin. Il collante che tiene mirabilmente unito il tutto è Elio Ferraro stesso, il suo gusto e la sua ricerca continua e appassionata che lo porta a girare tra aste e mercati, sulle orme del bello che riluce nei bordi di un vestito, nelle cuciture di una borsa o nei bordi di un vaso. Cerca il tassello che manca, quello che sarà necessariamente superfluo a uno stilista o a un collezionista.
E così, pezzo unico dopo pezzo unico, coltiva la storia del costume, della moda e del design.
L’ultima vendita? Una borsa di coccodrillo appartenuta a Audrey Hepburn.
E sempre di Audrey Hepburn il pezzo mancante: niente poco di meno che il tubino nero usato in Colazione da Tiffany. Il vestito era stato donato da Hubert de Givenchy ad un’associazione di volontariato (che aiuta i bambini di Calcutta), che chiese di Elio di valutarlo. Lui consigliò di metterlo all’asta. Venne battuto per 600 mila euro.
Prezzi da 100 euro a 5000. Come store è esclusivo, come gallery è da non perdere.











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