Festa di Sant'Agata


Semu tutti devoti tutti?

di 9o
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Catania, Festa di Sant'Agata.

Festa di Sant’Agata
Dal 3 al 6 febbraio

Catania
Informazioni: 199-307050

Il 5 febbraio è Sant’Agata. Sant’Agata è Catania e Catania è, ancora, Sant’Agata.

Chi non viene a vivere questo giorno e quelli che lo precedono in cui l’amatissima Patrona prende possesso della città non ci crede e chi viene stenta a crederci.

Tutto, quest’anno, è cominciato il 3 gennaio: messe, adorazioni, sacro Velo, libri, concerti, podismo. Ma è da inizio febbraio, dal 3 – giorno di processione per l’offerta della cera, cannalori (cerei lignei) delle corporazioni di arti e mestieri, carrozza del senato e notte degli omonimi “fochi” – che la Santuzza monopolizza.

Catania, Festa di Sant'Agata, devoto con cero. Copyright Flauez. Catania, Festa di Sant'Agata, devoto con cero. Copyright Rosario Cinque.

Ed il 4 Catania indossa il “sacco” (tunica bianca portata dai fedeli, vuoi per rievocare le vestaglie del nottambulo ritorno delle reliquie da Costantinopoli vuoi in onore delle bianche vesti del culto di Iside) ed esce la vara (il fercolo). La Santuzza si dona in tutto il suo pagano splendore, busto d’argento della Santa picciridda ricoperto di gioielli e monili donati da viddani, vanniaturi, artisti, re ed imperatori.

Inizia il giro esterno. Quello della Catania più popolare. I cittadini: semu tutti devoti tutti! Piazza Stesicoro e poi al Sacro Carcere dei Cappuccini. La Civita, il Fortino e San Cristoforo.

Sacro e profano, fiumi di cera e di crispelle, ora et impia dicta profera. Calia ed ex voto. Candele, carne di cavallo e zucchero filato. Tutti devoti tutti? Il 5, anche il giorno sul calendario è il suo. La Santuzza, bedda e miraculusa, fa il giro interno. Nella tarda mattinata il pontificale e poi, Catania è in strada dal tramonto fino all’alba. Suona la campana del comune, sparano ovunque (di solito, sono fuochi pirotecnici). All’uscita dal Duomo c’è chi prega, chi saluta Sant’Aituzza, chi segue le cannalore che fanno la ‘nnacata (swing?) al suono della Bamba. E poi su fino al Borgo e ancora fuochi (ancora pirotecnici, si spera) e poi ‘a cchianata di San Giuliano, quando la Vara viene tirata tutta d’un fiato da centinaia di braccia forti, fino al canto delle Clarisse in via Crociferi e il rientro ben dopo l’alba nella cappella al duomo tra le migliaia di candidi fazzoletti sventolanti. E sempre cittadini, semu tutti devoti tutti? Cittadini, evviva Sant’Aita!

Semu tutti devoti tutti?, 5.0 out of 5 based on 78 ratings
29 gennaio 2008




3 Risposte a “Semu tutti devoti tutti?”

  1. federico scrive:

    Grazie 9o per quest’articolo che ci ricorda con passione le nostre radici e la ricchezza delle nostre terre. Cercherò di andare appena possibile
    Viva Sant’Agata!!!

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  2. ex amico scrive:

    Complimenti 9o per la rapida ed esaustiva descrizione della “festa”, anche se è difficilissimo rendere in poche righe le sensazioni, gli odori, i rumori e le commistioni tra sacro e profano. L’unica soluzione è venire a vederla dal vivo.
    W S. Agata

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  3. fabiola scrive:

    Seguendo in diretta da Antenna Sicilia le celebrazioni di Sant’Agata mi ha incuriosito leggere la storia del suo martirio. Mi ha lasciato un po’ di amaro in bocca, come mai una ragazza così piccola ha sofferto così tanto? E allora come si potevano permettere certe cose così macabre? Che Sant’Agata ci possa proteggere… Fabiola da Bagheria (PA)

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