Si aprono le tende rosse e ooh! Si va in scena

di Kinzi@
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 Media: 4.9/5   Voti: 49

Locandina di ''Io li odio i burattini''.

Teatro Verde
Circonvallazione Gianicolense, 10
(di fronte la stazione di Trastevere)
Roma
Tel. +39 06 588 20 34
Ingresso: 8 euro
http://www.teatroverde.it/

Al di là della tenda di velluto rosso ci sono, a turno, il gatto con gli stivali e i tre porcellini, il lupo di Pierino e quello di Cappuccetto Rosso, la Bella Addormentata e Cinderella Vampirella, il pifferaio e il brutto anatroccolo, una barchetta di carta e i cavalieri della favola gioconda. Non c’è da stupirsi che l’atmosfera, nell’affollato atrio del Teatro Verde, prima dell’inizio di qualsiasi spettacolo, sia elettrizzante. I bambini ingannano il tempo leggendo qualche libro della selezionata libreria mobile. Fino a quando qualcuno tira le tende della sala. Allora scivolano veloci lungo le file di sedili da casa dei sette nani, gli impavidi si siedono nelle primissime file a loro destinate, la maggior parte si sistema dietro, tra mamma e papà. Lo spettacolo può avere inizio! Via le luci in sala, su le tende, fuori le favole e i colori, le filastrocche, i burattini e le voci impostate. Gli spettatori interagiscono con gli attori, rispondono in coro, ridono, si spaventano, a volte piangono. E così ogni messa in scena al Teatro Verde è uno spettacolo anche per chi non è più un bambino. Uno spettacolo dentro lo spettacolo.

La programmazione di questo luogo in cui i bambini (dai 3 ai 13 anni) possono incontrare per la prima volta e amare il teatro è davvero fittissima. Da gennaio a maggio, ad esempio, (ma la stagione inizia ad ottobre) si fatica a trovare un giorno di riposo, grazie all’alternarsi della compagnia del teatro (sul palco tra pochi giorni con “Io li odio i burattini! Ovvero giallo al b.b.b.”) con altri gruppi provenienti un po’ da tutta Italia. In settimana e di mattina è aperto alle scuole, nei fine settimana e di pomeriggio alle famiglie. Conviene prenotare per tempo. I biglietti, poi, si ritirano mezz’ora prima dello spettacolo.

Noi, a dicembre, eravamo andati a vedere una reinterpretazione di Cappucetto Rosso nata dall’incontenibile fantasia di Bruno Munari: “Cappuccetto Rosso, verde, giallo, blu e bianco… “. E davvero, in questo luogo magico, di colori e creatività non si fa parsimonia.

Si aprono le tende rosse e ooh! Si va in scena, 4.9 out of 5 based on 49 ratings
27 gennaio 2008




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