Riciclo e design in una boutique romana
Sughero caldo, ambiente gelido

RE(f)USE
Via Fontanella Borghese, 40
Roma
http://www.carminacampus.org/ground.html
“Sono tutti pezzi unici realizzati con materiale di riciclo.”
K.”Le fate voi?”
“Ci sono i nostri stilisti che le disegnano poi le realizzano degli artigiani”.
K. “Ma questa è fatta con uno zerbino?”
“No. È moquette. Vintage.”
N. “Questa ciotola è residuo di sughero incollato e modellato?”
“No, è sughero industriale che viene lavorato come la terracotta, senta quant’’è caldo, anche più del legno.”
N. “…? Beh sì, in effetti…”
Facciamo un giro. Al piano di sopra borse-pezzi unici su ripiani di vetro. Ci seguono. Forse perché saliamo con un bambino e temono che tocchi qualcosa.
K. “Quanto costa questa borsa?”
“700 euro.”
K.”Caruccia…”
“Come?”
K. “No, dico, è un po’ cara. Forse i materiali…”
“…….”
K. “Vorrei segnalare questo negozio in un sito. Posso fare delle foto?”
“Bisogna vedere per quale sito. Comunque bisogna passare per l’ufficio stampa”.
Re(f)use ha borse artigianali in edizione unica realizzate con materiali di riciclo e di riuso. Colorate, multimateriali, originali. Collane, orecchini realizzati con elastici o con zip. Seggioline in sughero “industriale”. Lampadari. Complementi d’arredo.
Idee originali, prezzi alti. Accoglienza gelida.






























concordo… ci sono dei pezzi molto interessanti, il tutto a prezzi mooolto elevati! Al piano sopra si accede accompagnati e le borse sono esposte in una sorta di sala blindata stile alta gioielleria…
non si può accettare questo tipo di commercio nell’ottica dell’”evitare lo spreco ri-utilizzando”, perché da queste parti si fa molta scena e molto denaro utilizzando robi vecchi, o forse nuovi… punto.
C’è di bello che chiunque può entrare, guardare, passare da Porta Portese, tornare a casa e copiare gli oggetti esposti… basta solo fare propria la loro filosofia e non sganciare un centesimo. I prezzi sono alti ma in piccola parte giustificati da una ricerca e da una lavorazione artigianale che a mio parere merita un valore aggiunto + elevato rispetto agli articoli esposti nelle vetrine dei loro vicini di casa. Diciamo che se un giorno avessi voglia di spendere 800 euro per una borsa, preferirei tornare a casa con una borsa di zerbino (anni ’70 o ’09… non lo sapremo mai!) cucita a mano (con l’illusione di avere un pezzo “quasi unico”), piuttosto che con una banale LV logata (che non si giustifica altrimenti che col “non voler essere l’ultima”).
Ci sono passata davanti qualche giorno fa e ho provato un contraddittorio impulso, che ora confronto con questa bella recensione sintetica: curiosità che portava i passi verso, e insieme una qualche repulsione per lo stile Versailles che si coniugava con la seduzione degli oggetti esposti. Ho tirato dritto. La prossima volta ci farò un prudente giro :)
Quante critiche!… è vero i costi sono alti! In nome del riclaggio non c’è coerenza, ma non bisogna dimenticare che è un negozio molto cool (?) di proprietà Fendi! Sempre di lusso parliamo… il riciclaggio è pretesto per essere cool… sono dell’idea di diventare sempre piu uncool!
Paca.