Cucina americana in centro a Roma


Sulla perfezione

di Kinzi@
 

Roma, The perfect bun.

The perfect bun
Largo del Teatro Valle, 4
Roma
Tel. +39 06 45476337
info@theperfectbun.it
Guarda la mappa

The perfect bun potrebbe anelare alla perfezione non solo nell’hamburger. Siamo usciti da una cena di questo locale che da tempo ci incuriosiva con la sensazione che le sue potenzialità, innegabili, non siano tutte sbocciate.

È inevitabile che le aspettative siano alte: la location è a dir poco straordinaria, come solo una città dalla storia millenaria come Roma può garantire.

Il palazzo è del 1200, nato come teatro delle marionette è stato protagonista di inesauribili metamorfosi. Dicono si tratti di una antica proprietà della famiglia del Grillo, che se ne è disfata solo una trentina di anni fa. Da poco la gestione è cambiata (anche se all’ingresso e sulle magliette dei cuochi si legge ancora il nome della vecchia brasserie “Co2″) e ha puntato sulla cucina americana. The perfect bun, appunto.

Colpo d’occhio notevole, fuori ed entrando. Ci si trova in un unico ambiente ampio e altissimo, tanto che è stato ricavato un secondo piano soppalcato e pavimentato da una lastra trasparente. Al centro c’è un meraviglioso ed enorme tavolo allungato, punto d’appoggio per gli affollati aperitivi del venerdì sera. Alla sinistra un insolito complemento d’arredo fa sentire persi in una stazione ferroviaria: c’è un tabellone delle partenze e degli arrivi. A sinistra il lunghissimo bancone fa capire che qui si può venire anche per una birra, un caffé, uno spuntino. Poi il pavimento: le esagonali piastrelle di cemento colorato tipiche delle abitazioni romane di inizio secolo contribuiscono, con le poltrone in pelle e l’illuminazione bassa della sera, a dare un’aria volutamente decadente, malinconica. Intensa.

Noi ci siamo stati, senza aver prenotato, un mercoledì. Mercoledì di partita, come ci siamo accorti subito dai tre mega schermi dietro il bancone che rimandavano immagini e suoni del campo di calcio. Volume troppo alto e sottofondo raddoppiato, visto che si mescolava a una scelta, per altro gradevole, di cover.

Menu americano, dicevamo. Abbiamo provato i nachos con formaggio fuso, fagioli neri americani, tartare e una chessecake. Abbiamo visto passare piatti di hamburger con patate, porzioni generose, aspetto e profumi invitanti. Piatti semplici ma genuini.

Per la cucina lo consigliamo e anche per lo spazio, insolito e suggestivo. Ma avremmo preferito che il lato decadente si fosse limitato alle sdrucite poltrone in pelle e ai finti ritardi sul tabellone degli orari. E che non si fosse esteso ai piatti sbeccati, ai vetri della cucina a vista che, proprio perchè a vista, dovrebbero essere sempre immacolati e alla duplice, fastidiosa, colonna sonora.

Visualizza a una dimensione maggiore



Una risposta to “Sulla perfezione”

  1. lisandro scrive:

    w il bun!!! necessario e afrodisiacoo!!

Lascia un commento