Tingle Creek Hotel, Kyle of Lochalsh, Isole Ebridi


Storia di un inconveniente fortunato

di Butterfly
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Isole Ebridi. Kyle of Lochalsh, Tingle Creek Hotel.
Copyright Tingle Creek Hotel.

Tingle Creek Hotel
Kyle of Lochalsh
Ross-shire
Scozia
IV40 8BB
Tel. 01599 534430
info@tinglecreek-hotel.co.uk
http://www.tinglecreek-hotel.co.uk

Ho provato malinconia leggendo il post di Federico.
E invidia per le sue tante emozioni provate per i magnifici luoghi visitati, molti più di quelli che visitai io qualche anno fa, quando durante un viaggio organizzato nell’Alta Scozia, mi spinsi sino all’isola di Skye.
Raccontare le impressioni di questo paesaggio straordinario è ripercorrere le righe scritte da Federico, anche se Skye è sicuramente l’isola più turisticamente visitata e quindi di certo impatto inferiore rispetto alle isole citate, senza contare l’organizzazione differente del viaggio.

Qui volevo raccontare un episodio curioso che ci è capitato e che comunque ci ha permesso di godere di un approccio differente da quelli comunemente offerti dai viaggi organizzati.
Si era verificato un overbooking con l’organizzazione scelta, e quindi parte di noi sono stati dirottati verso una sistemazione differente a Kyle of Lochalsh, dove ci fermammo per la notte prima di attraversare lo Skye Bridge e raggiungere l’Isola.
Quando ci portarono al Tingle Creek, ci sembrò di entrare in un racconto.
Avete presente quando leggendo una storia ambientata in un luogo perso in un colore, in una luce, in un suono di gabbiani e mare, ci viene da dire come vorrei essere lì e fermarmi almeno per un istante, fermare per un istante nell’aria tersa e frizzante di questi paesaggi un po’ increduli la vita che ci pare corra troppo in fretta? Ecco quello che provammo noi sei dirottati.

Il Tingle Creek, con le sue camere diverse l’una dall’altra, con la sua tappezzeria a fiori come il copriletto, con la sua cura nei particolari minuti, cose che ti facevano capire quanto fosse diverso dagli alberghi a 4 stelle scelti dal tour operator.
Arrivammo per cena nell’edificio principale e ci trovammo sotto lo sguardo incuriosito degli abitanti del posto che evidentemente consideravano l’albergo un po’ come il pub di ritrovo del paese: barbe rosse come le birre che tenevano in mano, occhi ridenti e curiosi ad osservarci.

Per non parlare del menu, dei piatti preparati sul momento, e di quella favolosa torta al cioccolato che ancora non ho scordato.
La mattina poi ci siamo concessi una vera colazione scozzese, perché potevamo vederla cucinare in diretta, abbiamo rinunciato solo al sanguinaccio, tanto per non sembrare esagerati.
E poi fuori. Salire un po’ verso l’interno e guardare il nostro Tingle con alle spalle il mare ed il sole che vi si specchia nella luce del mattino.
E il capogruppo allora preoccupato per l’inconveniente, ora se ne vanta come se invece di un incidente e di una scelta obbligata, si fosse trattato di un colpo di fortuna.

E sì certo: malinconia.
Anche se sono passati tanti anni, quando ci incontriamo, il “ti ricordi il Tingle Creek” è di prassi.
Ora sarà sicuramente cambiato, forse più ricercato, forse più conforme alle esigenze di un turismo di massa. Chissà. Meglio ricordarlo come era allora, insieme agli occhi ridenti di uno scozzese di mare.

Grazie Federico, per avermi fatto ricordare.
E la prossima volta che tornerò alle Ebridi, sarà a modo tuo.

Storia di un inconveniente fortunato, 5.0 out of 5 based on 14 ratings
3 novembre 2009


Una risposta a “Storia di un inconveniente fortunato”

  1. Federico scrive:

    Cara Butterfly,
    grazie davvero per il tuo bel commento ed auguriamoci tutti di continuare a trovare i tanti “Tingle Creek” che si nascondono vicino casa o in luoghi lontani!

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