Trattoria Monti, cucina marchigiana a rione Monti
Le Marche a Monti: viaggio gourmet
Il menù è cangiante, si rinnova di continuo, la cucina di ispirazione marchigiana no, quella fa da filo conduttore. E allora non si può che iniziare con le olive ascolane, anche se a onor del vero sono arrivate, con tante scuse, dopo gli antipasti, ché l’ordine si era perso dalla sala (piccola e allungata) alla cucina. La gestione è familiare, la mamma in cucina e i figli servono ai tavoli. I coperti sono pochi, chi non prenota meglio che vada altrove (o che aspetti molto alla porta). La clientela è mista, molti sono turisti. Viene il dubbio che questo ristorante, sebbene non di recenta apertura, anzi, sia stato scopero da qualche guida straniera prima che dai romani.
Noi ci sediamo reduci da un aperitivo da Panella, dunque farcito di bontà culinarie, ma siamo troppo curiosi e affascinati dai primi bocconi dal non tentare un assaggio di tutto un po’. Solo sul piccione ripieno sorvoliamo: siamo certi non sia uno di quelli che si avvicinano alla ricerca di briciole quando ci si siede in città all’aperto, ma l’associazione scoraggia. La scelta migliore della serata sono i ravioli ripieni di guanciale e patate. La pasta delicatissima, si scioglie in bocca, il ripieno intenso senza essere prevaricante come sapore. Una sinfonia. Il coniglio non si presenta nella sua mise più semplice: è ripieno, arrosto, tartufato e servito con patate. L’involtino di pesce spada (solo uno e grande) è servito con una salsa concentrata (con vino?) e pinoli, noi forse l’avremmo abbinata con carne, ma col pesce risulta azzeccata. Incursione tra i secondi con baccalà con senape e porri: commistione originale e riuscita.
Clamorosi i dolci, dice chi è già stato in trattoria, e noi che non amiamo gli amaretti riusciamo a mangiare un terzo del semifreddo di un commensale che ci aveva invitato all’assaggio. La prossima volta proviamo il tortino di mele con zabaione e anche la torta di mele caramellate con crema inglese.
In tre, abbiamo speso 120 euro.
Da tornarci col freddo e senza aperitivo rinforzato. Da portarci ospiti di passaggio che amano la buona cucina e un angolo di Roma, vicino a piazza Vittorio, di quiete e bellezza.
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- Mamma Angelina, Romadi Kinzi@

































Il posto lo conoscono anche molti romani :) E’ un’ottima “trattoria”, il servizio sempre cortese ma per la cena è assolutamente necessario prenotare.