Un tavolo per due

Se il 14 febbraio non è il vostro compleanno ma volete festeggiare comunque, ecco tre evergreen per un’esperienza romantica, bucolica e gastronomica insieme, a Milano.
Shambala
Via Ripamonti, 337
Milano
Tel. +39 02 5520194
info@shambalamilano.it
http://www.shambalamilano.it
Quando ha aperto lo Shambala, a Milano non si parlava d’altro. Cucina Fusion era un binomio che cominciava a imporsi nelle conversazioni delle 20.00. Locanda asiatica con grandi alberi, si legge. Noi ci siamo stati allora, un allora che sembra perdersi nel tempo, perché i locali a Milano spesso invecchiano presto e male. Lo Shambala no.
Non ci siamo tornati di recente ma ne abbiamo sentito parlare di nuovo, fuori dall’euforia contagiosa di inizio secolo. È sempre un bel posto, che oggi si concentra sulla cucina vietnamita e tailandese, che si raccomanda di provare piuttosto d’estate, per cenare in giardino.
Lo suggeriamo comunque perché è un luogo di cui finirete per ricordare l’insieme: l’arredamento, i particolari, la musica, i piatti, il baldacchino, le luci basse; come un profumo di cui, il più delle volte, nemmeno proviamo a distinguere gli ingredienti ma giudichiamo solo un risultato finale piacevole.
El Brellin
Vicolo dei Lavandai angolo Alzaia Naviglio Grande, 14
Tel. +39 02 89402700
Milano
info@brellin.com
http://www.brellin.com
El Brellin è in Vicolo dei Lavandai e questo spiega la sua candidatura; si tratta infatti di uno degli angoli più suggestivi di Milano. Il ristorante è ospitato nei locali di un’antica drogheria e appena arrivati si comprende la ragione del nome. Davanti al ristorante infatti c’è il brellin, il posto in cui le lavandaie facevano bucato e accanto, in drogheria, si rifornivano del sapone. Oggi ci si trovano un caffé, luogo ideale per un tranquillo aperitivo sui Navigli, e il ristorante dal menu milanese-lombardo. Soffitti a cassettoni e quadri che richiamano la realtà locale completano l’atmosfera.
Nota: noi lo raccomandiamo d’estate, quando ci sono i tavolini fuori e l’aperitivo si può prendere a bordo Naviglio, sul davanzale fiorito.
Al Garghet
Via Salvanesco, 36
Milano
Tel. +39 02 534698
http://www.algarghet.it
Noi ci si andava tanti anni fa, così tanti che questo ristorante l’abbiamo visto crescere e guadagnare un’aria via via più matura e consapevole. Però alcune cose non sono mai cambiate, per esempio la collezione di rane all’ingresso (il nome del ristorante si ispira al gracchiare delle rane), il menu con le frasi da leggere a caso (… che a San Valentino mai più senza), l’orecchia d’elefante (che tutti i carnivori dovrebbero assaggiare), il tiramisù e le tovaglie bianche e rosse a scacchi. Un convento, una gendarmeria, una fornace, una balera, tanti ruoli nel tempo per questo locale che sta a una decina di minuti dal primo e insieme in aperta campagna, e che, in qualche modo, conserva un po’ di tutto quello che è stato nell’allure che lo circonda.
Frattanto il conto è salito, certo, ma il menu è sempre scritto in milanese, c’è più gente ma il pianista è sempre lo stesso (forse).
Nota: i ranocchi abbondano ma il principe ve lo dovete portare da casa.
Articoli correlati
- Dire, sfogliare, mangiare, disegnaredi Tempesta











Stampa
|
Email
|
Commenta















