Camping Bellevue en Camargue ad Aimargues


Vita nomade di lusso: paradosso in Camargue

di Flotty
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 Media: 4.9/5   Voti: 39

Aimargues, Camping Bellevue en Camargue.

Camping Bellevue en Camargue
Route des plages
Aimargues
Tel. 04 66 88 63 75
Fax. 04 66 51 59 68
Cell. 06 82 29 64 35
info-bellevue@wanadoo.fr
http://www.bellevue-en-camargue.com

Per arrivarci: tra Nimes ed Aigues Mortes Autoroute del Sud della Francia, direzione Montpellier; poco dopo Nimes, uscita 26 Gallargues, direzione Aigues Mortes. Al quarto rondò, sull’estrema sinistra, annunciato sul cartello stradale, Camping Bellevue.

Un campeggio… ma di mobile houses, di case mobili… di carrozzoni dei giostrari, per capirci.
Una delizia, che unisce la comodità di tutti i giorni (c’è il bagno, c’è la lavatrice, c’è il microonde e l’aria condizionata,tutto compreso) con un senso ruspante di libertà e di semplicità . Il potere aitante della giovinezza.

Nimes, l'Arena. Nimes, l'Arena. Saintes-Maries-de-la-Mer. Saintes-Maries-de-la-Mer. Avignone, il Palazzo dei Papi. Avignone, il Palazzo dei Papi. Avignone, il Palazzo dei Papi. Aimargues, Camping Bellevue en Camargue. Aimargues, la ferrovia alle spalle del Camping Bellevue en Camargue. Aimargues.

Così lanci la tua personale sfida agli anni che sono passati, alla pigrizia che ti è venuta e nella notte senti grilli e ronzii che sentivi -sola- in altre notti di tende facendo autostop.

Il camping è incastrato tra cipressi e pioppi, oleandri e cavalli, silenzioso nonostante vicino alla strada e con un’amena ferrovia alle spalle… i binari del tempo…
Cavalli bianchi ti guardano, con un certo sussiego, come tutti i francesi, del resto!
Cavalli bianchi, trampolieri rosa, colline di sale ghiacciato nel caldo…
Oleandri sgranano i loro fiori sul canto delle cicale, sovrastati da un cielo maestoso, basso, insopportabilmente bello, con nuvolaglie bianche rotte dallo svettare dei cipressi.

C’è anche la piscina, nel campeggio. Ma se solo vuoi un po’ sgranare qualche chicco del rosario del Bello, c’è il mare di Saintes-Maries-de-la-Mer, infinita spiaggia di rena chiara, dove ti capovolgi come una clessidra, tra le secche basse delle onde e il cielo Les Saintes-Maries-de-la-Mer… : leggenda post evangelica vuole che un drappello di donne (Maria di Magdala, Maria madre di Lazzaro, Maria stessa) sia venuto dalla Giudea per evangelizzare questa parte chiara e polverosa del Mediterraneo. Sia come sia, c’è una chiesa a tre cupole che sbuca come un colchico ad agosto, giallastra e inaridita nella sua forma da presepe.
Ti sembra di vedere, intagliate sul mare da dita di sabbia, tre figure, o una madre… di quelle madri russe, le matrioske, contornate dalle barche a vela come fossero pulcini…

E il mare rimbomba, con le secche bianche, ma non intrise, di troppi corpi e di troppo chiasso. Secche che ruzzolano una sull’altra, come in un gioco erotico senza quartiere, comiche nella loro dismisura, e chiacchierone.
Dal campeggio a questa spiaggia (ce ne sono di più vicine, ma smorte, caotiche, regolari, da pendolari della vacanza) ti fai una trentina di chilometri, tra brughiere punteggiate di cavalli, o saline candide su cui riparano fenicotteri rosa dalle buffe zampe stecchite, solo fieri e riflessivi delle loro piume di pesco.
Il Rodano, molle e sereno, si fa bordeggiare da ponti, fossati, canali, pinete: è bello incontrarlo, come un grande viandante ormai stanco che curiosa ancora tra i giunchi.
Sulle curve, trovi ancora quei battelli, di quelli a chiatta, che risalgono e vanno. Un vaso di fiori e un ombrellone sbiadito ne dipingono – come un colpo di lingua sulle labbra arse di sole – la quotidianità familiare.

E poi, dal campeggio puoi andare ad Arles, col suo anfiteatro romano e il suo dedalo di vicoli antichi, a Nimes, con la villa romana, l’Arena, le fontane, ad Avignone, col suo Palazzo dei Papi, ad Aix en Provence, con il museo di Cézanne, ad Orange, a Montpellier. Sono tutte cittadine bellissime, gonfie di Storia, di cura per i profumi, di attenzione per l’antico.
Anche se è un posto piccolo piccolo, non ti perdere Aigues Mortes: il suo nome agghiacciante e putrido, in realtà , nasconde un tesoro di paesino, con le mura rotonde, le casette vecchie, una confetteria favolosa.

E chiamalo campeggio, una vacanza così… !

Vita nomade di lusso: paradosso in Camargue, 4.9 out of 5 based on 39 ratings
10 settembre 2008




2 Risposte a “Vita nomade di lusso: paradosso in Camargue”

  1. cinzia scrive:

    ciao, sono proprio qui al campeggio Bellevue. Arrivata con nel cuore il tuo racconto. Lo rileggo e confermo le stesse tue sensazioni. Grazie

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  2. flotty scrive:

    Cara Cinzia, ho letto con piacere il tuo commento sul camping Bellevue. Con piacere anche che hai nel cuore il mio racconto… in questi tempi predoni sapere che qualcuno ti pensa con serena accettazione è un fatto bello. Te ne ringrazio e ti auguro una buona vacanza. Flotty.

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