Voglio una mucca pezzata!

La Brasserie Du Bon Bec
Rue Bourgeois, 68
Cogne
Tel. +39 0165 749288
Sembra di entrare in un’altra epoca entrando alla brasserie e sembra che fuori faccia sempre freddo, anche quando, come è capitato a noi, è una delle prima calde giornate di primavera. Le cameriere sono vestite con i costumi tradizionali locali, ma garantiamo un che di genuino e naturale che suggerisce un’intenzione di sincero benvenuto.
Dunque ambiente confortevole, personale gentile e il cibo? Abbiamo assaggiato l’antipasto valdostano e scoperto a quel tavolo cos’è il Teteun. E poi crespelle e polenta col formaggio. Ci siamo andati per pranzo dunque il pasto è stato frugale…
Abbiamo speso poco soprattutto considerando la qualità e l’ospitalità .
Al centro della sala uno scenografico arredo, una sorta di ruota un tempo usata per far essiccare i formaggi. Le pareti sono ricoperte da attrezzi di altri tempi e tutta una collezione di campanacci da far venir voglia di uscire a comprarsi una mucca, pezzata e ben messa.
























Commento a Brasserie Bon Bec.
Siamo andati oggi a mangiare. Purtroppo il ns ristorante preferito a Cretas “lou Bequet” era chiuso e ci siamo fatti fregare alla bracerie du bon bec.
Vino scelto da 13 eur, pagato 21eur.
Cibo non all’altezza di quanto fatto pagare.
Per noi è da evitare… vale la pena fare 4 passi in più e gustarsi dei buoni piatti al “lou Bequet”..
Ambiente rustico, accoglienza ottima e personale molto disponibile (ho una bambina con diverse allergie alimentari). Cibo squisito con piatti tipici e prodotti di prima qualità . Ora speriamo solo di trovare posto per il giorno di Pasqua.
Siamo andati al Bon Bec lo scorso anno, ai primi di giugno. Appena entrati, visto lo splendido ambiente, abbiamo pensato che ci avrebbero spennati. Invece abbiamo mangiato benissimo e speso poco. Mi dispiace per Mario che dice di essere stato fregato, ho letto tanti commenti sul Bon Bec e lui è l’unico a parlarne male. Fosse per me, partirei in questo istante solo per arrivare là in tempo per il pranzo!
Questo è uno dei ristoranti più buoni nei quali io abbia mangiato e ho girato quasi tutta Europa!! È il mio preferito effettivamente… si mangia benissimo e si spende il giusto!
La brasserie du Bon Bec è spettacolare, io e mio marito ci siamo stati più volte con i nostri figli di 5 e 2 anni e ci siamo sempre trovati splendidamente. Posto assolutamente accogliente e particolare cura ed attenzione sia al servizio che ai piccoli ospiti… assolutamente da provare!
Premesso che, in tutta sincerità , non mi diverto a criticare negativamente il lavoro altrui, non rimane come sottolineare come “La Brasserie du Bon Bec” sia ormai solo il lontano ricordo dell’ottima trattoria che era sino a pochi anni fa… Purtroppo!
È vero che il locale è tipico e ben tenuto ed è vero che il personale in sala indossa gli abiti folkloristici locali, ma è anche vero che non risultano altri aspetti positivi e, per una ristorazione, tutto ciò è veramente troppo poco. Ciò che segue è assolutamente sincero e privo di forzature.
Le pietanze sono oggettivamente scadenti in termini di quantità e qualità e mal impiattate. Tempi di attesa decisamente eccessivi soprattutto se rapportati al non gratificante cibo che viene servito. Su quattro piatti di “garganelli alla fonduta di toma e spinacini” ben tre sono arrivati freddi ed incredibilmente sconditi. L’ultimo, il quarto, è arrivato con tempistiche ancora più lunghe rispetto ai primi tre (che già erano considerevoli) ma, per lo meno, oltre ad essere arrivato in tavola caldo, lasciava intravedere la presenza di questi fantomatici “spinacini” e dell’ombra della fonduta di toma.
In precedenza, l’antipasto aveva già messo le cose in chiaro su quello che viene comunemente chiamato rapporto qualità /prezzo e che sarà il leit motiv dell’intera cena; se non volete pagare 12 euro un tagliere semi-vuoto di salame (che potete tranquillamente acquistare identico nell’alimentari di fianco pagandolo un terzo!!!) accompagnato da poco pane surgelato passato in forno, ottenibile soltanto dietro insistenza, evitatelo con cura!
Come secondo abbiamo scelto una ricetta che nel menù è annoverata tra le specialità : la “tartiflette”, che consiste in una padellina (una ciascuno) che arriva in tavola ancora calda, con tanto di sottopentola in legno grezzo (grezzissimo: trattasi semplicemente di mini fettina di tronchetto sottratto momentaneamente alla scorta del camino), contenente un pasticcio di patate a fettine, pancetta affumicata e formaggio fuso. Il sapore non è male ma, anche in questo caso, quantitativamente e qualitativamente troppo modesto per giustificare le pretese economiche di una gestione evidentemente svogliata ed approssimativa. Peccato.
Delusissimi abbiamo boicottato il dolce.
La cantina è ben fornita ma vergognosamente cara: le stesse bottiglie pregiate sono in vendita nella lussuosa enoteca adiacente a poco più della metà del prezzo imposto da Bon Bec. Senza contare che per convincerli a portarti in tavola la tal bottiglia bisogna armarsi di pazienza e richiederla più e più volte. Alla fine arriva con le scuse, ma la pessima impressione rimane nitida.
Ci tengo a precisare che, pur essendo un sabato sera, il locale non era straripante e la mole di lavoro tutt’altro che ingestibile. Tutto ciò, per chi volesse farsi del male, è tranquillamente verificabile recandosi di persona in questo posto ormai dozzinale e per nulla all’altezza della sua fama. Ripeto: peccato.